Il metodo: misura, programma, verifica
Tre passaggi che si ripetono per tutto il percorso. Niente formule segrete: un modo ordinato di lavorare, con un programma diverso per ogni persona.
Misura
Prima di scrivere un programma serve sapere da dove si parte. L’analisi BIA (bioimpedenziometria) stima massa magra, massa grassa e stato di idratazione, anche per distretti: braccia, gambe, tronco. A questo si aggiungono il colloquio e l’osservazione di alcuni movimenti di base: come ti accovacci, come spingi, come tiri, come stai in equilibrio.
Programma
Dai dati nasce il programma: quali esercizi, con che carichi, quante volte a settimana, con quale progressione. Tiene conto di obiettivo, punto di partenza, eventuali limiti fisici e tempo che hai davvero. Se puoi allenarti due volte a settimana, il programma è pensato per due, non è una versione ridotta di quello da quattro.
Verifica
Ogni tre mesi si rimisura. Se i dati vanno nella direzione giusta si prosegue e si alza l’asticella. Se non ci vanno, si cerca il motivo e si cambia: è qui che un percorso seguito si distingue da una scheda.

In ogni sessione
Il metodo decide cosa fare. La sessione decide come. Antonio è presente per tutta l’ora: imposta la posizione, conta, corregge, toglie o aggiunge carico in base a come ti muovi quel giorno.
I principi che non cambiano
- Prima la tecnica, poi il carico.
- Progressione graduale: un piccolo passo alla volta, ogni volta.
- Il dolore non è un obiettivo. La fatica sì, il dolore no.
- Un programma funziona solo se riesci a seguirlo: deve stare dentro la tua vita.
Cosa il metodo non è
Non è un protocollo uguale per tutti con un nome accattivante. Non promette trasformazioni in un numero fisso di settimane. Non sostituisce medico, fisioterapista o nutrizionista: quando serve uno di loro, Antonio te lo dice e collabora volentieri.
Si comincia da una misurazione
Il primo incontro è il primo passaggio del metodo. Scrivi per fissarlo.